L’ABITO NON FA IL MONACO

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L’abito non fa il monaco
” La società moderna non è altro che un collettivo di esseri viventi, composto da ruoli specifici ed etichette specifiche (in alcuni casi stigmatizzanti) all’interno di un ambiente artificiale fatto di cemento. Questa società composta da mille ruoli,culture e dogmi, ha mantenuto immutabile,l’impulso tribale verso la modificazione corporea”.
La cosa più affascinante della body art è che non ha un ruolo ben definito all’interno della comunità moderna. Molte persone ancora hanno l’illusione che certe pratiche tribali, siano barbariche, poco salutari,appartenenti ad una categoria di persone e che abbiano in tutti i casi una motivazione sociologicamente deviante, non facente parte di una società moderna, civile che vada in linea con gli insegnamenti religiosi ad esempio”.
Nel mio studio ho avuto il piacere di lavorare su corpi di persone provenienti dai più disparati ruoli o professioni: coppie gay sadomaso, giornalisti, archeologi, anarchici punk, hardcore kids, vegani straight edgers, casalinghi, operai, medici, figli di medici, figli di avvocati, ragionieri, uomini d’affari, gente opulente, gente di classe media, gente molto religiosa, gente atea, gente con la fedina penale sporca, infermieri, psicologi, psichiatri, biologi, chimici, gente famosa e persone diverse per cultura, ceto sociale etnia religione. La lista sarebbe infinita 🙂 e questo succede anche negli studi di body piercing professionale in tutta Italia.
Resistendo nel tempo ed in continuo mutamento, l’atto di ” trafiggere” il corpo è rimasto invariato anche contro le nuove strutture sociali moderne, che al giorno d’oggi sono sempre più complesse e variabili.

Oggi per la prima volta nel mio blog voglio fare qualcosa di diverso e cioè lasciar esprimere uno tra i miei clienti più datati in assoluto, che svolge un ruolo all’interno della nostra comunità….
Un ruolo amato da alcuni e odiato da altri . Il poliziotto ! 🙂 ha ha ha ha ha 

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1.Ciao Rick raccontaci brevemente com’è nata la tua passione per la Body Art .

Ciao, la mia passione per la b.a. inizia nel 97, appena compiuti i 18 anni, con un tatuaggio in stile tribale sul braccio destro… di solito il primo posto dove un ragazzino si tatua:) . All’inizio ero talmente fiero e contento del mio tatuaggio che ne feci persino un secondo, sempre in stile tribale, sulla spalla destra.
Col tempo capii di volere di più da un tatuaggio: volevo che mi trasmettesse emozioni, che raccontasse qualcosa di me… per caso mi avvicinai circa 9 anni fa allo studio di Sara e Daniel dove chiesi a Sara aka Samez di tatuarmi sul braccio sinistro la riproduzione del “San Michele Arcangelo “ di Guido Reni, il santo protettore della Polizia di Stato, mio lavoro e vera passione dal 1999. Sara, anche se alle prime armi, mi diede subito un buona impressione; notai immediatamente la sua vera passione per il tatuaggio… ed io, che so benissimo cosa voglia dire avere passione smisurata per il proprio mestiere, lo apprezzai fino a sceglierla per un lavoro molto più impegnativo: la copertura totale dei miei vecchi tatuaggi tribali, per iniziare un tatuaggio in stile giapponese che avrebbe preso gran parte del mio corpo . Il resto poi lo si può vedere attraverso le foto 🙂 Per quello che riguarda le varie perforazioni , il discorso è diverso: non sono stato mai appassionato di piercing a parte i classici fori ai lobi che ho dall’età di 8 anni: ma durante le mie ripetute visite presso il Cherry, ho avuto modo di conoscere meglio Daniel fino a farne un buon amico. Piano piano mi sono sempre di più incuriosito dalla sua arte , anche se devo ammettere che ci ho messo davvero del tempo prima di farmi il primo foro 😉 ho iniziato con un tongue, per poi fare un nipple ed ora un microdermal.

2.Cosa pensano i tuoi colleghi della scelta di decorare il tuo corpo?

Ho notato con piacere che sta aumentando sempre piu tra i miei colleghi l’apprezzamento verso il mondo dei tattoos, molti di loro restano meravigliati dell’operato di Samez , e mi chiedono informazioni, mi rivelano perplessità e paure… tutte emozioni positive perchè comunque io credo che una sana curiosità sia poi l’inizio di una vera passione… in fondo io ho iniziato così! Sul lato dei piercing, noto una curiosità , per non parlare di una vera attrazione, tra le mie colleghe di sesso femminile… è doveroso precisare che i colleghi maschi hanno un’età che va dai 35 ai 50 anni, quindi parliamo di persone sposate con figli….

3.Nel tuo lavoro non si possono vedere i tatuaggi? perche?

Diciamo che il fatto che un poliziotto non possa avere tatuaggi è una leggenda metropolitana: non è sancito espressamente in nessun regolamento il divieto di avere tatuaggi: diciamo che non sono graditi tutti quei segni di riconoscimanto che potrebbero rendere riconoscibile un operatore di polizia nell’intento di “mimetizzarsi ” tra la gente… potremmo anche parlare di una evidente cicatrice, di un collega albino , con il famoso ” labbro leporino” o addirittuta di un collega con i capelli rosso fuoco …. persino una collega bellissima con capelli biondi ed occhi azzurri potrebbe essere troppo rintracciabile tra la gente !!!! Possiamo dedurne alla fine che nel mio mestiere, piu si passa inosservati , meglio si puo operare in sicurezza…

4.In altri paesi come ad esempio in America, ci sono poliziotti che sono tatuati in posti molto visibili come l’avambraccio. Pensi che in Italia possa esserci una sterzata nel modo di percepire il tatuaggio o il piercing?

Sul fatto che in quasi tutti gli altri paesi del mondo il poliziotto sfoggi con tranquillità e naturalezza i propri tatuaggi e piercing, ho da chiarire delle cose:
Dobbiamo fare una distinzione fondamentale tra quello che si rappresenta a livello culturale e le capacità effettive di un poliziotto: nulla togliere alle altre culture , ma tutti sappiamo che piu del 60% delle opere d’arte del mondo , si trovano in Italia. Questo fa di noi il paese piu culturale del globo, e dovrebbe essere per noi Italiani, oltre che un motivo di vanto, anche una grossa responsabilità…. E’ giusto quindi dare anche un impronta gradevole e di “classe” … per quanto mi riguarda , permetto al rappresentante del Paese del Congo di girare con i suo abiti tradizionali fatti di paglia, e magari al rappresentante dello stato della Jamaica di avere i dreadd… credo che un Paese di classe come il nostro non si possa permettere rappresentanti vestiti in modo troppo sportivo e decisamente poco curato… in finale se siamo un popolo conosciuto nel mondo anche per il nostro buon gusto nel vestire…
Per quello che riguarda le forze di polizia il discorso è piu complesso: questa voglia di apparire sempre impeccabili nell’aspetto fisico , ha portato un po’ a dimenticare, o forse a tralasciare , il vero scopo del nostro lavoro, ovvero produrre sicurezza: siamo uno dei pochi paesi al mondo che ha una divisa davvero inadeguata al servizio di polizia, come la giacca , camicia e cravatta, le scarpette da ceriminia… insomma, piu che poliziotti, siamo vestiti come un governante, pistola a parte! Il tutto influisce gravemente sulla sicurezza dell’operatore di polizia che ha un abbigliameto inadeguato , e che deve , con le sue capacità, compensare a questo deficit…. i tatuaggi e i piercing , per quanto artistici, creano nell’Italiano medio, una certa forma di contrasto con l’immagine della “guardia” tutta elegante ed impettita che si è fatta in decenni di storia…. anche i murales sono opere d’arte, ma magari dipingerli sulle pareti del Colosseo, stonerebbero un po’ 😉

5. Chi ti conosce bene, sa che dietro alla tua divisa e al tuo distintivo c’è una persona molto aperta,socievole e disponibile. Pensi che l’abito fa il monaco? Cosa ne pensi riguardo a chi fa di “tutta un erba un fascio”?

Chi mi conosce, come te per esempio, sa che per quanto io sia aperto mentalmete e non giudichi nessuno per le sue scelte, ho delle perplessità su tatuaggi e body modifcation estremi: credo sempre che sia una forma d’arte a tutti gli effetti, ma so anche, che per un ragazzo di 25 anni, in cerca di un lavoro, con la crisi e la poca richiesta che abbiamo , presentarsi ad un colloquio di lavoro con un volto pieno di fori e la testa ed il collo completamente tatuati è una condanna a morte! Sfortunatamente viviamo in una società dove magari affideresti tuo figlio piu ad un uomo in giacca e cravatta , che ad un tatuato… mi duole dirlo, ma non siamo ancora pronti a guardare piu nel profondo delle persone, ci fermiamo solo al lato estetico…. anche io mi ci metto in mezzo: tu sai che io pur avendo parecchie parti del mio corpo tatuate, non sopporterei essere servito al banco della carne o della frutta da uno sconosciuto con tutte le mani tatuate… anche io ancora ho dei limiti che sto cercando di superare…

6. Un comportamento sociologicamente deviante,un comportamento non concorde con le “regole” del buon senso, lo possiamo trovare in qualunque settore professionale. Cosa ne pensi al riguardo?

Certamente: sia io che te conosciamo medici , avvocati , liberi professionisti, magistrati , governanti , poliziotti che ,decorando il loro corpo, vanno fuori dagli schemi , più che altro creati dai mass media… a riguardo penso che sicuramente un piercing alla lingua o un tatuaggio sulla schiena non pregiudichino assolutamente la mia capacità di poliziotto di salvare una vita, di arrestare un criminale, o qualsiasi lavoro istituzionale.. così come non vedo il problema se un cardiochirurgo, abbia un piercing al capezzolo… limita forse la sua capacità di operare al cuore???? Certo che il mio lavoro delle volte è fatto anche di rappresentanza: io personalmente non ho fatto tatuaggi sulle braccia proprio per una questione di rispetto verso i miei superiori , che con gioia ed un sorriso, posso dire che sono delle persone molto capaci ed intelligenti, persone che sanno che il valore di un poliziotto si vede da altro… Il cittadino medio è un po’ più egoista: a lui non importa se la “guardia” ha il tatuaggio… a lui importa solo se gli risolvi il problema nel minor tempo possibile!

7 Che tipo di piercings hai fatto di recente ?

Di recentre ho fatto un microdermal al polso destro: mi piace molto e ne vado fiero perche forse sono l’unico poliziotto che ne ha uno… sai che ci abbiamo ragionato tanto prima di farlo, non per la complessità dell’operazione, ma per quello che riguardava il mio lavoro: essendo un “operativo” , le nostre perplessità cadevano sul fatto che a me capitano spesso colluttazioni; il problema è stato risolto in un modo molto semplice: un cerottino color pelle quando lavoro l’estate quando le braccia sono scoperte ed abbiamo ovviato sia dal punto di vista estetico per i piu “precisini”, sia dal punto di vista della sicurezza mia personale , che poi è la cosa più importante !

8 Che consiglio ai da dare ai nostri lettori prima di decidere di farsi un tatuaggio e un piercing.

Ad un ragazzo che volesse avvicinarsi al modo della body art, direi di pensarci bene; i tatuaggi sono belli, ma vanno fatti con il dovuto rispetto verso il proprio corpo… io personalmente non mi sono mai pentito di un tatuaggio: ne ho coperti due solo per farne uno ancora più grande e visivamente migliore, ma mai mi è passato per la mente di voler cancellare un mio tatuaggio... per i piercing è diverso: dico ad un ragazzo che se vuole provare, non ci sono problemi, può sempre fare un foro e poi se non lo gradisce, può sempre rimuoverlo… magari meglio iniziare con qualcosa di semplice e poco invasivo…

9. Nei corpi di polizia ci sono studi sui tatuaggi e la sua simbologia all’interno di gruppi criminali?

Diciamo che ci sono, ma non avendo noi una cultura delle cosidette “bande” come negli States, non posso dare molte delucidazioni… anche se è brutto dirlo, le nostre organizzazioni criminali sono di un livello molto ma molto qualitativamente superiore ( mafia, camorra ecc..) dove sicuramnete la parola ANONIMATO la fa da padrona… ultimamente tra le periferie romane si sta facendo avanti la moda di tatuarsi braccia e petto in stile rapper americano, ma parliamo piu di uno stile non proprio legato alla microcriminalità… a Roma lo chiameremo ” essere coatto” 🙂

10 Vuoi aggiungere qualcos’altro?

Io concluderei dicendo alle persone che vogliono avvicinarsi a questa meravigliosa arte: non fate il mio errore: io sono 16 anni che faccio tatuaggi e sono 3 che ho piercing… ancora adesso sono convinto che mio padre si vergogni di me…. non badate a cosa pensa la gente della vostra passione, badate seriamente a condurre uno stile di vita onesto con voi stessi e con il prossimo, salutare e magari si, sbattetegli in faccia che siete anche tatuati e forati, non drogatevi, siate curiosi verso la cultura, coltivate i vostri principi e cercate di fare un lavoro onesto, mettetevi sempre in discusione… queste sono le cose che contano nella vita, le cose che dovrebbe osservare in voi un futuro capo sul lavoro, un futuro partner, i vostri genitori e si, anche i vostri figli, perchè no!!!

Un pensiero su “L’ABITO NON FA IL MONACO

  1. Fiera di mio figlio tatuato e con piercing, ho un tatuaggio anch’io fatto da Sara Samez, e volevo farmi inserire un microdermal da Daniel … ci sto pensando perché sono una fifona, ma ho visto come lavora Daniel, con tanta igiene e professionalità…meglio di un chirurgo, credetemi!

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